Che sorpresa: Il miele delle brioche non è miele

Chi sceglie il cornetto cereali e miele è convinto di fare una colazione sana, ma leggendo la lista degli ingredienti all’Autogrill ci si accorge che il miele non è quel nettare degli dei che ci aspetteremmo di trovare, ma un composto di grassi saturi che non ha nulla di salutare: è un preparato di glucosio, olio di palma e zucchero per il 92%; solo il restante 8% è vero miele.
Il 90% dei cornetti e delle brioche vendute sul territorio nazionale è fatto con la margarina; le farciture spesso hanno come primo ingrediente non la marmellata ma il glucosio. Report ha raccolto le etichette nei bar e nelle pasticcerie italiane e le ha sottoposte a un medico nutrizionista e a un ecotossicologo. E nelle piazze più belle d’Italia che cornetto servono? E quanto costa un caffè e una brioche in piazza San Marco a Venezia?Chi sceglie il cornetto cereali e miele è convinto di fare una colazione sana, ma leggendo la lista degli ingredienti all’Autogrill ci si accorge che il miele non è quel nettare degli dei che ci aspetteremmo di trovare, ma un composto di grassi saturi che non ha nulla di salutare: è un preparato di glucosio, olio di palma e zucchero per il 92%; solo il restante 8% è vero miele.

Fonte il corriere.it –  Per approfondire: servizio Corriere.it  del 28-5-2015

Perché non usare l'olio di palma

A chi fa male? Oltre alle ripercussioni che ha sul consumatore, l’OdP porta con sé tutta una serie di danni che inizia a monte, con la produzione.
La palma da olio è una pianta che cresce spontanea principalmente in alcune aree africane; le popolazioni del luogo ne ricavano l’olio che usano nella propria dieta, dieta, però, povera di grassi e che prevede un uso di questo olio molto moderato, per cui questa sostanza non ha quelle ripercussioni che ha invece su un occidentale medio.
A grandi linee a partire dai primi anni ’90, la palma da olio è stata monopolizzata da quelle grandi multinazionali che hanno fiutato facili guadagni, multinazionali che, con i soliti metodi mafiosi e terroristici, hanno pressato ulteriormente i governi deboli di alcuni paesi orientali (governi che già erano solite pressare per altri affari) per ottenere in modo rapido e semplice sempre più terreni con un certo clima, favorevole alla crescita delle palme da olio.
Così, paesi come Indonesia, Malesia, Papua Nuova Guinea, ma successivamente anche Honduras, Brasile, Costa d’Avorio e Gabon, hanno ceduto a queste corporazioni terreni comprendenti foreste pluviali, come quella del Borneo, ricche dibiodiversità indispensabili per l’equilibrio climatico mondiale.
In questo modo, non solo ettari, ettari ed ettari di foresta sono stati e vengono anche in questo preciso momento abbattuti: con la morte delle foreste, anche tutte quelle specie animali che le abitano rischiano la vita. Fonte: earthriot.org

Per approfondire: servizio di Report del 3-5-2015